Giardino di Boboli
l Giardino di Boboli è un parco famosissimo di Firenze collegato a Palazzo Pitti e col Forte di Belvedere.
Il Giardino fu costruito tra il XV e il XIX secolo e coprono un'area di più di 40.000 metri qudrati. Le continue modifiche avvenute negli anni hanno fatto sì che si vedessero ancora oggi le successive stratificazioni di stile, da una prima impostazione rinascimentale al gusto barocco e romantico.
Il Giardino di Boboli è un Museo a cielo aperto per la quantità di statue che costeggiano i suggestivi vialetti che portano a fontane, laghetti tempietti e grotte dove ai tempi dei Medici e dei successori si potevano sicuramente ammirare spettacolari giochi d'acqua.
Un esempio di giardino all'italiana fonte di ispirazione ed esempio per moltissime corti europee.
Santa Maria Novella
Santa Maria Novella, chiesa domenicana si trova nell'omonima piazza.
I lavori di costruzione iniziarono verso la fine del 1200 e si conclusero definitivamente solo alla metà del 1400 quando
Leon Battista Alberti progettò la facciata riuscendo in un connubio tra la preesistente decorazione gotica e il nuovo gusto rinascimentale.
Da notare le volute che uniscono la parte bassa a quella superiore, elemento architettonico e decorativo ripreso poi in molte altre Chiese. La bellezza di questa facciata, che risulta inscritta in un quadrato, sta nella perfetta armonia e nella proporzione delle sue forme modulari ricavate da semplici rapporti (uno a uno, uno a due ecc.) l'applicazione insomma dei principi teorico razionali della nuova epoca che si stava vivendo prolifica di invenzioni e cambiamenti.
Di fianco alla Chiesa il
Chiostro Verde, affrescato con scene del Vecchio Testamento, è il capolavoro della maturità artistica di
Paolo Uccello che lo affrescò "a terra verde".
Dal chiostro si accede al
Cappellone degli Spagnoli affrescato da Andrea di Buonaiuto nella seconda metà del '300.
La
Cappella degli Ubriachi e l’antico Refettorio ospitano il Museo, che raccoglie preziosi esempi di arte sacra.
Santa Maria Novella, questo piccolo gioiello di arte rinascimentale ci offre al suo interno la famosa
Trinità di Masaccio che seguì per la realizzazione le regole prospettiche di Brunelleschi, teorizzatore della prospettiva, gli affresci di Nardo di Cione e il polittico di Orcagnala nella Cappella Strozzi per finire con il crocifisso di Giotto nella Sagrestia e gli affreschi del Ghirlandaio nella parte del coro.
Santa Maria del Fiore
Il Duomo di Santa Maria del Fiore è anche la Cattedrale della città perchè quì vi è la "cattedra" del Vescovo.
I lavori di costruzione che videro il susseguirsi di numerosi grandi artisti, iniziarono alla fine del 1200 da Arnolfo di Cambio e vennero portati avanti da Giotto, suo è il magnifico campanile.
La cattedrale fu consacrata solo nel 1436 in seguito alla costruzione della maestosa
cupola del Brunelleschi, la più grande cupola in muratura mai costruita. La cupola a pianta ottagonale come il Battistero, è il più significativo esempio di architettura rinascimentale e del suo incredibile sviluppo e cambiamento innovativo rispetto al passato. Brunelleschi cambiò il modo stesso di lavorare in cantiere, avvalendosi di macchine che lui stesso progettò per portare a compimento l'opera.
La difficoltà di realizzare la cupola era dovuta alle sue notevoli dimensioni, il Pantheon di Roma infatti costituiva si un esempio altrettanto grandioso ma diverso per la sua apertura centrale. Il progetto di Brunelleschi era talmente all'avanguardia da destare non pochi dubbi tra i contemporanei che presero con scetticismo inizialmente la sua idea.
Egli propose una cupola definita da due calotte separate da un'intercapedine per alleggerirne il peso. Una cupola autoportante con i mattoni disposti a
"spina di pesce" (antica tecnica imparata dagli arabi) che non necessitò dell'impiego di alcuna impalcatura che tra l'altro a quall'altezza e con simili dimensioni sarebbe stato impossibile allestire.
Oggi la cupola di Santa Maria del Fiore rappresenta un opera di immenso valore architettonico e artistico che affascina e stupisce a distanza di secoli, tutti coloro che vi si trovano a cospetto e che gli architetti contemporanei continuaano a studiare con ammirazione per la sua modernità.
Alla ricchezza di marmi policromi che ricoprono l'intera superficie esterna della Cattedrale, corrisponde internamente un'austerità sobria che ben rappresenta lo spirito medievale/rinascimetale della Firenze dell'epoca.
Battistero
Il Battistero di Firenze si trova di fronte a Santa Maria del Fiore, ha pianta ottagonale con una cupola a otto spicchi e la sua superficie esterna è completamente rivestita da marmi bianchi di Carrara e verdi di Prato.
Costruito su preesistenti architetture romane, è infatti antecedente rispetto allo stesso Duomo, rappresenta un esempio sublime di razionalità architettonica con le sue forme geometriche perfette e imponenti. La maestosità di questo edificio dedicato al patrono, San Giovanni Battista, rispondeva all'esigenza di ospitare un gran numero di fedeli che anticamente ricevevano il battesimo in periodi prestabiliti durante l'anno.
Sul portale principale del Battistero, quello rivolto verso la facciata del Duomo, la
Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti si mostra in tutta la sua bellezza. Una porta bronzea a bassorilievo suddivisa in 10 riquadri che raccontano le storie dell'Antico Testamento.
Ghiberti vinse il concorso indetto dalla città per festeggiare la fine della peste, forse il primo mai avvenuto nella storia, gareggiando con nomi di eccellenza quali Donatello e Brunelleschi.
Internamente la cupola è rivestita di splendidi mosaici dorati e rappresentano scene del Giudizio universale, la Genesi, alcune storie legate alla vita di Gesù, Giuseppe e la Madonna e ovviamente di Giovanni Battista.
Ponte Vecchio
Ponte Vecchio, meta immancabile di qualsiasi visita alla città, rappresenta uno dei simboli di Firenze.
Ricostruito più volte nel corso della storia a causa di diversi danneggiamenti avvenuti in seguito alle alluvioni, assunse l'aspetto che noi possiamo ammirare oggi nel 1345 per mano di Taddeo Gaddi (secondo il Vasari) che vi adibì ai lati due file di botteghe artigiane; inizialmente destinate a botteghe alimentari e poi, tradizione continuata fino ad oggi, agli orefici della città. Solo nella parte centrale del ponte le botteghe si interrompono lasciando spazio a una suggestiva terrazza panoramica affacciata sull'Arno.